L’importanza della biodiversità

di Federico Fabbri

La diversità in natura o biodiversità* ha un’importanza forse troppo spesso sottovalutata.

La natura si regge su un equilibrio di cui ogni essere vivente ed ecosistema è parte integrante. Quando una specie si estingue, in particolare se il suo declino avviene rapidamente, quest’equilibrio viene compromesso con conseguenze più o meno gravi.

Considerato che l’estinzione, anche quella di massa(link vedi estinzione fino ad oggi) è un fenomeno naturale già avvenuto più volte in passato, può sembrare lecito pensare che non sia un problema grave ma in questo momento in cui le risorse naturali di tutto il mondo sono messe a dura prova per lo sfruttamento incondizionato, la crescita incessante della popolazione umana e il cambiamento  climatico in atto, la perdita ulteriore della biodiversità sarebbe un altro passo verso un irreversibile processo d’impoverimento del pianeta.

 

L’esempio dell’Isola di Pasqua:

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Alcuni moai sull’isola di Pasqua. Come si può vedere dalla foto la vegetazione arborea è assente

 

È già accaduto in passato che il sovrasfruttamento delle risorse naturali abbia causato il drastico declino di interi popoli.  Un perfetto esempio è il caso dell’Isola di Pasqua dove l’abbattimento delle foreste un tempo tipiche dell’isola ha causato in breve il tracollo della popolazione locale1.

L’isola originariamente caratterizzata da una lussureggiante foresta di palme giganti subì una notevole trasformazione da parte dei primi popoli colonizzatori, tanto che oggi è fra le più spoglie della Polinesia.

Il disboscamento è avvenuto per creare spazi utili a coltivazioni ed allevamenti, ottenere la legna da usare come combustibile, costruire canoe ma soprattutto per erigere i moai2, le gigantesche statue che hanno reso famosa quest’isola.

Al processo d’impoverimento delle foreste si aggiunse un altro fattore, la presenza dei ratti, originariamente non presenti sull’isola2, che furono involontariamente importati attraverso le canoe. I ratti mangiavano le noci di palma inibendo la possibilità di germinazione di nuovi alberi2.

Rimasero sempre meno palme e si smise così di erigere le statue. Gli ultimi alberi rimasti furono sfruttati per la costruzione di canoe, a quel punto la carne maggiormente consumata divenne quella di delfino.

Una volta esaurite tutte le scorte di legna per le imbarcazioni il ratto rimase l’unica specie selvatica di carne disponibile.

Nel giro di circa 400 anni dalla costruzione dei primi moai, cui seguì il sovrasfruttamento delle risorse lignifere, le condizioni dell’intera isola degenerarono con un rapido impoverimento dei terreni e la situazione divenne insostenibile per gli abitanti originari tanto che si ipotizza la diffuse di fenomeni di cannibalismo2.

Questo è un esempio concreto di come il sovrasfruttamento delle risorse e la scomparsa di una specie, la palma gigante, possa creare danni irreversibili sul resto delle specie vegetali e animali e sulla popolazione umana.

Oggi più che in passato vivendo in ambienti apparentemente al di fuori dei sistemi naturali tendiamo a dimenticare di farne parte.

Andrebbe considerato che la natura è composta da organismi diversi ma tutti strettamente connessi e interdipendenti, fra loro e gli ambienti in cui vivono, e che l’uomo per quanto viva in ambienti artificiali quali le città è anch’esso parte della natura ed è dipendente dai servizi che questa offre.

 

Perchè la biodiversità è fondamentale

Per prendere coscienza dell’importanza della salvaguardia delle specie va considerato che il prezzo da scontare per la perdita di una specie in natura è enorme dal punto di vista biologico ma anche economico e una volta che una specie, evolutasi in milioni di anni, si estingue non potrà più tornare ad esistere.

Inoltre una specie ha un valore intrinseco in quanto parte del patrimonio naturale.

Di seguito si riportano alcuni dati pubblicati sul sito internet della  International Union for Conservation of Nature (IUCN) per sottolineare l’importanza della biodiversità.

La IUCN è la più grande organizzazione al mondo specializzata nella conservazione del patrimonio naturale composta da più di 1000 NGO, oltre 100 agenzie governative, 11.000 esperti e 1000 gruppi di professionisti, che collaborano in 160 nazioni. 3-4

Perché la specie umana ha bisogno della biodiversità:5

  • per garantire la sicurezza dei servizi alimentari,
  • per il suo uso in medicina. Infatti oltre 70.000 specie di piante sono utilizzate nella medicina moderna e tradizionale.
  • per la possibilità di nuove scoperte scientifiche anche considerando che le specie scoperte conosciute fin ora sono solo una piccola parte del totale (circa un decimo).
  • Per il suo valore economico: Da studi effettuati dal TEEB*, uno dei maggiori  specializzato nella valutazione economica dei servizi offerti dalla biodiversità, creata al fine di valutare il valore economico dei servizi naturali. Il valore prettamente economico è stimato fra 14-64 trilioni di dollari (16-64 x 1018 $).

È da sottolineare che la biodiversità è fortemente minacciata dal cambiamento climatico, che rappresenta un ulteriore fattore di “stress” con possibili gravi ripercussioni in particolare per le specie già a rischio d’estinzione.6

 

Alcune specie in pericolo

La IUCN è anche la responsabile della pubblicazione della IUCN Red List ovvero la più completa lista al mondo sulla stato di conservazione delle specie.7

Fra le specie più note classificate come in pericolo d’estinzione troviamo la tigre del bengala (Panthera tigris), il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca), la scimmia leonina (Leontopithecus rosalia), l’elefante africano (Loxodonta sp.) l’elefante asiatico (Elephas maximus), la balenottera azzurra (Balaenoptera musculus) e molti altri ancora. Queste sono solo alcune fra le più famose,le specie classificate come gravemente in pericolo d’estinzione sono 3.879 in totale,8

Eccone di seguito alcune forse meno note, ma non per questo meno curiose ed interessanti, fortemente minacciate dall’estinzione:

 

Foca monaca, monachus monachus:

La popolazione mondiale è compresa fra 350 e 450 individui; solo vent’anni fa erano almeno il doppio, (la popolazione sta dunque attraversando un rapido declino). L’alto tasso di mortalità causato dalle interazioni con le attività di pesca continua ad essere allarmante in Grecia e Turchia dove si trova la maggior parte degli individui presenti nel Mediterraneo.9

 

Lynx pardinus:

è presente solo in zone isolate nel sud-ovest della Spagna e forse in Portogallo. Dagli ultimi rilevamenti si stima che sia rimasto un numero compreso fra 84 e 143 individui.

Tale numero non è sufficiente per la sopravvivenza della specie nel lungo termine e gli esperti concordano che questo felino si trova sull’orlo dell’estinzione (IUCN 2007).10

 

Kakapo, Strigops habroptila: 

Si tratta di un grosso pappagallo notturno incapace di volare che vive solamente sulle isole Stewart, al largo della Nuova Zelanda. Fra le sue particolarità vi è quella di riprodursi ogni 2-5 anni in coincidenza con periodi di superabbondanza di semi e frutta. Nel 2009, gli individui erano 124(Merton 2009), ma il numero d’individui maturi si stima sia molto più basso con appena 55 esemplari adulti in grado di riprodursi nel 2007.11

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Maui’s dolphin, Cephalorhynchus hectori maui :

Si tratta della specie di minori dimensioni di delfino al mondo. Dagli anni settanta ad oggi più del 90% della popolazione è andata perduta e ad oggi rimangono meno di 70 individui.

La causa principale sono le interazioni coi metodi di pesca, questi piccoli delfini infatti spesso restano impigliati nelle reti e muoiono per soffocamento. Si trova sull’orlo dell’estinzione e si stima che la popolazione non può sostenere più di una perdita ogni 7 anni causata dall’uomo.12

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Fotografia di James Shook

 

Rhinoceros sondaicus (R. di Giava):

Originariamente presente in Bangladesh, Cambogia, Cina, India, Laos, Malesia, Myanmar, Tailandia e Vietnam.13 In Vietnam è stato dichiarato dal WWF* estinto nel 2010 dopo l’uccisione dell’ultimo esemplare14. Oggi rimane solamente una popolazione di circa 50 individui in una area ristretta dell’isola di Java in Indonesia. Tale popolazione è in continuo declino. La causa del declino della popolazione è attribuita soprattutto all’eccessiva domanda del corno del rinoceronte e altri prodotti per la medicina cinese e altre pratiche simili.13

 

*Biodiversità: la variabilità fra organismi viventi – animali, piante, i loro habitat e i loro geni – provenienti da ogni tipo d’ambiente comprendendo ecosistemi terrestri, marini ed acquatici in generale, e i complessi ecologici di cui sono parte. Questo include la diversità all’interno delle specie, fra le specie, e degli ecosistemi.15

*The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB): è una grande iniziativa internazionale per attirare l’attenzione sui benefici economici globali della biodiversità, per evidenziare i costi crescenti della perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi, e di riunire insieme le competenze nei campi della scienza, dell’economia e della politica per consentire azioni concrete di sviluppo. 16

*WWF: una delle più grandi organizzazioni al mondo per la conservazione, con uffici in più di 80 nazioni, con uno staff di circa 2500 dipendenti a tempo pieno e il supporto di oltre 5 milioni di persone. Negli ultimi 50 anni da quando è stato fondato (1961) il WWF ha investito quasi 10 miliardi di dollari in più di 13.000 progetti. 17

 

Bibliografia

1 A simple mathematical model of society collapse applied

to Easter Island

M. Bologna and J. C. Flores

2 A Message for Our Future? The Rapa Nui (Easter Island) Ecodisaster and Pacific Island Environments, “Paul Rainbird”

3 about IUCN:  http://www.iucn.org/about/

4 IUCN members: http://www.iucn.org/about/union/members/

5 IUCN why we need biodiversity   http://www.iucn.org/what/tpas/biodiversity/about/biodiversity/

6 why is biodiversity in crisis http://www.iucn.org/what/tpas/biodiversity/about/biodiversity_crisis/

7 Red list overview: http://www.iucnredlist.org/about/red-list-overview

8 RED LIST critically endangered:  http://www.iucnredlist.org/apps/redlist/search

9  Aguilar, A. & Lowry, L. 2008. Monachus monachus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2. <www.iucnredlist.org>. Downloaded on 01 April 2012.

10 Von Arx, M. & Breitenmoser-Wursten, C. 2008. Lynx pardinus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2. <www.iucnredlist.org>. Downloaded on 01 April 2012.

11 BirdLife International 2010. Strigops habroptila. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2. <www.iucnredlist.org>. Downloaded on 01 April 2012.

12 http://www.change.org/petitions/stop-the-extinction-of-hector-s-maui-s-dolphins?utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=friends_wall

http://www.hectorsdolphins.com/william-trubridge—deep-thoughts.html

13  van Strien, N.J., Steinmetz, R., Manullang, B., Sectionov, Han, K.H., Isnan, W., Rookmaaker, K., Sumardja, E., Khan, M.K.M. & Ellis, S. 2008. Rhinoceros sondaicus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2. <www.iucnredlist.org>. Downloaded on 01 April 2012.

14 http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-15430787

15  IUCN Glossary:   http://www.iucn.org/what/tpas/biodiversity/about/bio_glossary/

16 http://teebweb.org/

17 http://wwf.panda.org/wwf_quick_facts.cfm