Previsioni del cambiamento climatico

di Federico Fabbri

 Un equilibrio in pericolo

La terra è un sistema dinamico ed altamente complesso dove ogni fattore varia continuamente influenzando in modo più o meno marcato gli altri fattori fisico-chimici.

L’equilibrio presente sulla terra che permette l’esistenza della vita è infatti il risultato di continue fluttuazioni di questi fattori attraverso le quali sono mantenute condizioni fisico-chimiche pressochè stabili nel tempo. Possiamo paragonare questa tendenza ad un equilibrista che cammina sospeso su una corda, egli per mantenersi verticale effettuerà continue correzioni della sua postura con oscillazioni laterali da una parte e dall’altra per mantenersi in piedi sulla corda, se non effettuasse tali correzioni egli cadrebbe al primo alito di vento.

Anche la Terra è soggetta a cambiamenti ed oscillazioni dei suoi fattori interni ma il tutto in un ambito abbastanza contenuto da consentire il perpetuarsi di condizioni favorevoli alla vita. La temperatura terrestre ad esempio a partire da circa 3.5 miliardi di anni fa con l’apparizione delle prime forme di vita non si è mai scostata per più di alcuni gradi dai suoi attuali livelli nonostante la Terra giri intorno al sole la cui radiazione non è costante nel tempo.1 Tale stato di equilibrio dinamico è simile a quello presente nell’organismo di molti esseri viventi dove fattori come la temperatura interna sono regolati in relazione alle condizioni dell’ambiente esterno. La temperatura interna del nostro corpo infatti che ci troviamo nel deserto a mezzogiorno o su un ghiacciaio di notte è mantenuta costantemente attorno ai 37° C con oscillazioni di qualche grado. Tale tendenza alla costanza da parte degli organismi viventi è definita omeostasi.

Sono molti i paragoni che si possono fare tra l’organismo di un essere vivente e il pianeta terra. Come può accadere ad ogn’uno di noi di ammalarsi e dunque di avere scostamenti sgradevoli dell’equilibrio termico interno questo può avvenire ed è avvenuto anche a livello globale con l’alternanza di ere glaciali a periodi di surriscadamento globale, se come ben sappiamo da una malattia è necessario un tempo di convalescenza ciò è vero anche per la Terra intesa come insieme delle sue specie viventi e delle sue componenti inanimate. Un influenza che ci rende più deboli e stanchi, può essere paragonato per la terra ad un surriscaldamento che ha come effetto una diminuzione della sua capacità di mantenersi in equilibrio autoregolandosi. Una delle conseguenze sarebbe la diminuzione della biodiversità che ridurrebbe ulteriormente la capacità di recupero del sistema terra, rischiando di compromettere ulteriormente il suo “stato di salute” negli anni a venire.

Su tempi ben più dilatati di quelli che includono l’inizio e la fine di una nostra normale influenza, nella storia del clima è avvenuto più volte, che per cause di differente origine, vi siano stati sconvolgimenti degli equilibri globali ed estinzioni di massa(link vedi estinzione fino ad oggi), al momento col cambiamento climatico causato dall’uomo sembrerebbe a tutti gli effetti che stiamo andando incontro a un nuovo “evento d’influenza planetaria”.

La difficoltà delle previsioni

Data l’alta complessità degli equilibri terrestri le conseguenze del cambiamento climatico a livello globale sono difficili da prevedere con esattezza.

Pensiamo a quante volte dopo aver visto le previsioni del tempo la sera prima ci siamo svegliati di buon umore nell’aspettativa di una tiepida giornata di sole, per aprire le finestre e dare il buon giorno a una fitta coltre di nuvole grigie. Questo perché le stazioni metereologiche nonostante la loro squadra di professionisti specializzati non sempre c’azzeccano. In tal caso si parla di eventi locali e ravvicinati che nonostante le tecnologie apposite utilizzate non sempre possono essere previsti con certezza. Dunque non stupisce che calcolare le conseguenze di un evento ben più complesso quale il cambiamento climatico su scala globale nei decenni e nei secoli sia estremamente complicato.

L’incertezza nei calcoli fa si che vi sia una vasta gamma di possibili sovrastime e sottostime. Se osserviamo, per esempio, le previsioni dell’IPCC(link previsioni IPCC) sull’andamento della temperatura media globale, si prevede che questa aumenti fra gli 1,1°C e i 6.4°C entro la fine del ventunesimo secolo.2

Uno dei metodi più utilizzati per le previsioni degli eventi climatici sono i modelli ovvero vere e proprie simulazioni computerizzate dell’atmosfera e dei fattori relazionati con essa.

Nonostante il livello di sofisticatezza avanzata di questi modelli restano comunque incertezze relativamente grandi nelle stime. Ovviamente come tutte le imitazioni questi modelli non sono copie identiche dell’originale, cioè non è possibile che riportino alla perfezione ciò che avviene sulla terra.

 

I fenomeni di feedback

Una delle difficoltà maggiori nel calcolo delle previsioni è data dall’esistenza di fenomeni di retroazione o feedback difficili da interpretare anche per i sistemi di studio più avanzati.

Per capire di cosa stiamo parlando può essere utile citare un tipico esempio di feedback, che coinvolge il fenomeno di scioglimento dei ghiacci:

il riscaldamento globale sta portando allo scioglimento dei ghiacci con una riduzione della superficie ghiacciata e un aumento della superficie dei mari. Il ghiaccio, come chiunque sia stato sulla neve in un giorno di sole sa, ha proprietà altamente riflettenti mentre il mare e l’acqua in generale hanno la proprietà di assorbire la luce e trattenere calore. Dunque ricapitolando l’aumento della temperatura facendo sciogliere i ghiacci porta ad una diminuzione della riflessione e ad un aumento dell’assorbimento dell’energia solare nel mare che viene così trattenuta sul pianeta, incrementando a sua volta la temperatura e accelerando lo scioglimento dei ghiacci, innescando così un ciclo che può avere conseguenze sconvolgenti per il pianeta. Questo circolo vizioso è uno dei tanti fenomeni di feedback positivo in cui in pratica il riscaldamento globale influenzando altri fattori porta infine ad un aumento del riscaldamento globale stesso.

previsioni1

Ancora una volta, vista la complessità del nostro pianeta, ci troviamo davati a domande senza risposte certe al 100% e per capire cosa ci aspetta nei prossimi anni e a cosa si dovrà fare fronte nei secoli a venire ci affidiamo nuovamente ai calcoli ed alle previsioni riportate dagli studi dell’IPCC.2 (LINK IMPORTANTE previsioni IPCC) 

Bibliografia

1 Lovelock, J. 1981. Gaia: nuove idee sull’ecologia. Bollati Boringhieri, Torino.

2 IPCC, 2007: Climate Change 2007: Synthesis Report. Contribution of Working Groups I, II and III to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Core Writing Team, Pachauri, R.K and Reisinger, A. (eds.)]. IPCC, Geneva, Switzerland, 104 pp.