Le previsioni dell’IPCC

di Federico Fabbri

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Di seguito sono riportati dal quarto report (link quarto report) alcuni dei punti ritenuti più significativi:

  • Vi è elevato consenso e molte evidenze a suggerire che con le attuali politiche di contenimento del cambiamento climatico e lo sviluppo di progetti di gestione sostenibili, l’emissione globale di gas serra continuerà a crescere per alcune decine di anni.
  • si prevede un incremento del livello globale delle emissioni di gas serra fra il 25 e il 90% (co2-eq) fra 2000 e 2030 con i combustibili fossili che manterranno la loro posizione dominante nella produzione di energia fino al 2030 e oltre.
  • le ulteriori emissioni di gas serra a livelli maggiori o uguali a quelli attuali dovrebbero, durante il 21° secolo, causare ulteriore riscaldamento e indurre molti cambimenti sul clima globale nel suo complesso che dovrebbero con probabilità maggiore del 90% essere maggiori di quelli osservati durante il 20° secolo.
  • per le prossime 2 decadi un riscaldamento di 0.2°C per decade è previsto in relazione alle emissioni di gas serra calcolate da diversi scenari SRES*. Anche se la concentrazione di gas serra e aerosol fosse mantenuto ai livelli del 2000 sarebbe previsto un incremento di 0.1°C per decade.
  • Il range delle previsioni (aumento di temperatura media fra 1,1 e 6.4°C) è coerente con il Terzo report del 2001 (TAR), ma incertezze e gamme di temperatura più alte soprattutto per la vasta gamma di modelli disponibili suggerisce la presenza di importanti fenomeni di feedback nel ciclo clima-carbonio.
  • il riscaldamento riduce la capacità degli ambienti terrestri e marini di assorbire la CO2 atmosferica, incrementando la frazione di emissioni antropogeniche che rimangono nell’atmosfera.
  • Nelle previsioni sull’innalzamento del livello del mare l’incidenza dei processi di feedback varia marcatamente fra i vari modelli da un minimo di 0.18m a un massimo di 0.59m e la lettura di alcuni importanti effetti che inducono questo fenomeno è limitata. Sono state ottenute  le previsioni da modelli di innalzamento globale medio del mare per il 2090-2099. Tali proiezioni non includono incertezze in cicli di feedback clima-carbonio ne l’effetto complessivo dei cambiamenti nell’andamento della variazione dello strato dei ghiacci, quindi le gamme più alte riportate non corrispondono con i limiti superiori di innalzamento del mare. Invece includono il contributo dello scioglimento dei ghiacci di Groenlandia e Antartide al tasso osservato fra 1993 e 2003, ma questo può  crescere o decrescere in futuro.
  • Vi è ora maggior confidenza rispetto al 2001 sulle previsioni relative al riscaldamento e altri sviluppi su scala regionale quali:
  • L’incremento del riscaldamento negli ambienti terrestri e nella maggior parte delle alte latitudini a nord e meno sugli oceani a sud e in parte dell’Oceano Nord Atlantico, sta continuando seguendo l’andamento recentemente osservato.
  • La contrazione della copertura nevosa, la crescita del disgelo in profondità sulla maggioranza delle regioni coperte da permafrost e la riduzione dell’estensione del ghiaccio marino;
  • In alcune proiezioni usando scenari SRES, la copertura di ghiaccio marino di fine estate scompare anche interamente per l’ultima parte del 21st secolo.
    * Scenari SRES: (Special Report on Emissions Scenario) Sono i risultati di modelli relativi alle emissioni di gas serra utilizzati nel 4° Report IPCC per previsioni sul clima pubblicati nell’anno 2000.
  • Si prevede con oltre il 90% di probabilità, l’aumento della frequenza di caldi estremi, ondate di calore e pesanti precipitazioni.
  • Si prevede con oltre il 66% di probabilità, la crescita nell’intensità dei cicloni tropicali; vi è poca confidenza nella diminuzione del numero di cicloni tropicali.
  • Spostamento verso i poli delle rotte delle tempeste extra-tropicali con conseguente cambiamento nell’andamento di vento,precipitazioni e temperatura.
  • Vi è 90% di probabilità che avvenga un aumento delle precipitazioni alle alte latitudini e 66% che avvenga una diminuzione nella maggior parte delle terre subtropicali, continuando l’andamento osservato recentemente.
  • Si ritiene inoltre che vi sia il 90% di probabilità che molte aree semiaride (ad esempio Bacino Mediterraneo, parte ovest degli Stati Uniti, Sud Africa e parte nord-est del Brasile) accuseranno una diminuzione delle risorse acquifere a causa del cambiamento climatico.

Alcuni sistemi, settori e regioni potrebbero col 66% di probabilità essere particolarmente colpiti dal cambiamento climatico.

- Ecosistemi:

  • terrestri: tundra foreste boreali e regioni montuose per la loro sensibilità al riscaldamento; ecosistemi di tipo mediterraneo per la riduzione delle piovosità; foreste tropicali fluviali per il calo delle precipitazioni
  • costieri: mangrovie e paludi salmastre, a causa della somma di più agenti di stress.
  • marini: barriere coralline a causa della somma di più agenti di stress; il bioma legato al ghiaccio marino per l’elevata sensibilità al riscaldamento;

- Altri sistemi e settori:

  • le risorse acquifere in alcune regioni secche alle medie latitudini e nelle zone secche tropicali, causato dai cambiamenti nella portata delle piogge e nell’evapotraspirazione, e in aree dipendenti dalla neve e dallo scioglimento del ghiaccio.
  • l’agricoltura alle basse latitudini, per la riduzione della disponibilità dell’acqua.
  • bassi sistemi costieri, per il rischio d’innalzamento del livello del mare e maggiore rischio di eventi metereologici estremi.
  • salute degli esseri umani in popolazioni con basse capacità di adattamento.
  • l’Artico, per l’impatto dell’alto tasso di riscaldamento previsto su sistemi naturali e nelle comunità umane.
  • l’Africa, per le sue basse capacità d’adattamento e l’impatto previsto del cambiamento climatico.
  • le piccole isole, dove c’è un alta esposizione delle popolazioni e delle infrastrutture all’impatto previsto del cambiamento climatico.
  • i grandi delta fluviali di Asia e Africa, per la densa popolazione e l’alta esposizione all’aumento del livello del mare, alle mareggiate e alle piene del fiume.
  • Un’altro effetto del cambaimento climatico è l’aumento dell’acidificazione degli oceani.(link)

Nella seguente tabella sono riportati esempi di possibili impatti del cambiamento climatico causa variazioni negli eventi climatici e metereologici estremi, basato sulle proiezioni fra la metà e la fine del 21° secolo. Queste non prendono in considerazione nessun cambiamento o sviluppo delle capacità di attamento.

Fenomeno e tendenza

Verosimiglianza delle future tendenze basandsosi sulle previsioni per il 21st secolo  usando gli scenari SRES*

Esempi dei maggiori impatti previsti per settori

Agricoltura, foreste ed ecosistemi

Risorse acquifere

Salute umana

Industrie, insediamenti, e società

Su gran parte degli ambienti terrestri, notti e giorni più caldi e meno freddi e maggior frequenza di notti e giorni estremamente caldi

Oltre 99%

Crescita nel rendimento di ambienti più freddi; calo nel rendimento di ambienti più caldi; crescita nei focolai d’insetti

Effetti sulle risorse acquifere legate allo scioglimento della neve; effetti su alcune fonti d’acqua

Riduzione delle morti per esposizione al freddo

Riduzione della domanda di energia per riscaldamento; crescita della richiesta di refrigeramento; peggioramento nella qualità dell’aria nelle città; riduzione dell’interruzione dei trasporti causa neve e ghiaccio; effetti sul turismo invernale

Ondate di caldo. Maggior frequenza sulla maggior parte degli ambienti terrestri

Oltre 90%

Riduzione nel rendimento nelle regioni più calde a causa di srtess da caldo; maggior rischio d’incendi

Crescita della domanda d’acqua; problemi di qualità delle acque, ad esempio per fioriture algali

Crescita del rischio di mortalità legata al caldo, specialmente per anziani, malati cronici, bambini e persone socialmente isolate

Riduzione nella qualità della vita per persone in ambienti caldi senza abitazioni adeguate; impatti dannosi su anziani, bambini e poveri

Eventi di massicce precipitazioni. Aumento della frequenza nella maggior parte dei territori

Oltre 90%

Danni ai raccolti; erosione dei suoli, impossibilità di coltivare la terra per allagamento dei suoli

Effetti avversi sulla qualità delle aqcue superficiali e sotterranee; contaminazione delle forniture d’acqua;  la scarsità d’acqua potrebbe aumentare(??)

Aumento del rischio di morti, infortuni e infezioni, malattie respiratorie e cutanee

Distruzione di insediamenti, commerci, trasporti e società per innondazioni: pressioni sulle infrastrutture urbane e rurali; perdite di proprietà

Aree affette da siccità intensa

Oltre 66%

Degradazione dei terreni; minore rendimento danni e fallimento dei raccolti; aumento delle morti del bestiame; aumento del rischio d’incendi

Maggiore diffusione di fenomi di stress legati all’acqua

Maggiore rischio di carenza di cibo e acqua; crescita del rischio di malnutrizione; crescita del rischio di malattie legate al cibo e all’acqua

Carenza nelle risorse d’aqua per insediamenti, industrie e società; riduzione del potenziale di generazione di energia idroelettrica; potenziali circostanze per migrazioni della popolazione

Aumento dell’attività di cicloni tropicali intensi

Oltre 66%

Danni ai raccolti; danni da vento (sradicamento) di alberi; danni alle barriere coralline

Interruzione dei rifornimenti idrici pubblici causato da periodi di mancata fornitura di energia elettrica

Aumento del rischio di morti, infortuni, malattie legate al cibo e all’acqua; disturbi post-traumatici

Danni causati da forti venti e innondazioni; rinuncia della copertura dei rischi in aree vulnerabili da parte di assicuratori privati;potenziale migrazione di popolazioni; perdità di proprietà

Crescita nell’incidenza di livelli del mare estremamente alti (esclusi gli tsunami)

Oltre 66%

Aumento della salinità delle acque d’irrigazione, estuari e sistemi d’acqua dolce

Diminuzione della reperibilità di acqua dolce per l’intromissione di acqua salata

Aumento del rischio di morti e infortuni per annegamento durante le alluvioni;  effetti sulla salute relativi a fenomeni di migrazione

Spese per  la protezione costiera e per il riutilizzo dei terreni con relativi conflitti; possibilità di spostamenti delle popolazioni e delle infrastrutture; conseguenze collegate all’aumento dei cicloni tropicali

  • Il riscaldamento antropogenico e la crescita del livello del mare dovrebbe continuare per secoli considerata la scala temporale associata coi processi di cambiamento climatico e feedback, anche se la concentrazione di gas serra fosse stabilizzata.
  • Si prevede che la contrazione dei ghiacci della Groenlandia continui contribuendo all’innalzamento del livello del mare dopo il 2100. Dai modelli che includono un innalzamento della T globale per i prossimi millenni compresa fra 1.9 e 4.6°, relativamente ai valori preindustriali, si osserva che il livello del mare crescerebbe di circa 7m. Tali condizioni di temperatura sono comparabili con quelle dell’ultimo periodo interglaciale, 125.000 anni fa.
  • Il riscaldamento antropogenico potrebbe portare a cambiamenti improvvisi o irreversibili proporzionati all’intensità del cambiamento climatico. Vi è oltre il 66% di probabilità che il cambiamento porti ad alcune conseguenze irreversibili. Vi è oltre il 50% di probabilità che approssimativamente il 20-30% delle specie conosciute fin’ora sono in crescente rischio d’estinzione se la T globale media dovesse crescere fra 1.5 e 2.5°(stime calcolate fra 1980-1999). Se la crescita della temperatura globale media dovesse eccedere i 3.5°, dai modelli si prevede un significativo tasso d’estinzione (fra 40 e 70% delle specie conosciute) a livello globale.

Basandosi sui correnti modelli di simulazione, con oltre il 90% di probabilità la circolazione termoalina* dell’Oceano Atlantico rallenterà durante il 21st secolo; tuttavia le temperature su Atlantico ed Europa sono previste essere in aumento.

Vi è meno del 10% di probabilità che la circolazione termoalina oceanica subisca un brusco cambiamento durante il 21st secolo. Cambiamenti a lungo termine della circolazione termoalina non possono essere valutati con confidenza. Impatti su larga scala e cambiamenti persistenti nella circolazione termoalina dovrebbero includere con oltre il 66% di probabilità cambiamenti negli ecosistemi marini, attività di pesca, assorbimento della CO2 nell’oceano, concentrazione oceanica di ossigeno e vegetazione terrestre. Cambiamenti nell’assorbimento di CO2 da parte di ambienti terrestri e marini (link oceani) dovrebbero alimentare ulteriormente il sistema climatico.

* circolazione termoalina: è la circolazione oceanica delle masse d’acqua generata da variazioni di densità, cioè salinità e temperatura, dell’acuqa.

Per quanto riguarda l’Europa:

  • Si prevede che il cambiamento climatico incrementi le differenze fra le risorse naturali e le attività a livello regionale.
  • L’impatto negativo includerà una crescita del rischio d’innondazioni nell’entroterra e un aumento nella frequenza delle innondazioni sulle coste e l’aumento dell’erosione (causa tempeste e crescita del livello del mare).
  • Le aree montuose andranno incontro alla riduzione delle aree glaciali, della copertura nevosa e del turismo invernale, e una importante perdita delle specie locali (in alcume aree più del 60% secondo lo scenario ad alte emissioni per il 2080).
  • Nel Sud Europa, il cambiamento climatico dovrebbe peggiorare le condizioni (alte temperature e siccità) in una regione già vulnerabile alla variabilità del clima, e ridurre la disponibilità di acqua, potenziale idroelettrico, turismo estivo e, in generale, la produttività delle coltivazioni.
  • Il cambiamento climatico dovrebbe inoltre far aumentare i rischi per la salute umana a causa di ondate di calore e aumento della frequenza di incendi.

Bibliografia

1 IPCC, 2007: Climate Change 2007: Synthesis Report. Contribution of Working Groups I, II and III to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Core Writing Team, Pachauri, R.K and Reisinger, A. (eds.)]. IPCC, Geneva, Switzerland, 104 pp.